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Lazio, Regione e Unindustria insieme per il nuovo Piano industriale da oltre mezzo miliardo.

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venerdì, Febbraio 28, 2025

“Questo piano è una visione d’insieme. Noi avevamo la necessità di un confronto, che è avvenuto sin dal primo giorno con tutte le organizzazioni di categoria, in particolar modo con Unindustria. Noi siamo la seconda Regione in Italia per Pil e quindi era importante ascoltare chi è protagonista di questa produzione per metterci in condizione di capire quali sono gli strumenti per facilitare la vita a chi investe, crea benessere, dà occupazione e aiuta a sanare le fratture sociali della nostra regione”. Così il governatore Francesco Rocca in occasione dell’evento per presentare e avviare la fase operativa del nuovo Piano industriale regionale, promosso da Unindustria e dalla Regione Lazio. “Un piano per la crescita economica che equivale a maggiore giustizia sociale”, secondo Rocca.

Il Piano, presentato insieme al presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, la vicepresidente Roberta Angelilli e al presidente della commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale del Lazio Enrico Tiero, è frutto di un lungo percorso di approfondimento e condivisione per dare una risposta concreta alle sfide economiche e produttive del territorio regionale, con l’obiettivo di rilanciare la crescita industriale e valorizzare le eccellenze del Lazio. La struttura del Piano si articola in tre sezioni principali, comprendendo un’analisi approfondita della situazione economica regionale, l’individuazione degli attivatori strategici e la definizione di Key Performance Indicator (Kpi) per monitorare i risultati nel medio-lungo termine. Sono previsti, inoltre, monitoraggi periodici per valutare l’efficacia delle misure adottate e, se necessario, apportare correzioni e aggiornamenti. L’impegno, dunque, è quello di ritrovarsi a un anno da oggi per fare il punto sull’avanzamento del Piano e sui primi risultati conseguiti.

“Da due anni è tornata centrale la politica industriale nel Lazio. Il Piano presentato oggi in Regione con Unindustria, che ringrazio, mette in risalto le ulteriori sfide da affrontare. Perché la politica industriale va pianificata e programmata e il dialogo e il confronto con le categorie, in questo senso, sono fondamentali. Il Lazio è la seconda regione italiana per Pil (11,2% del Pil nazionale), con importanti leadership industriali, dal digitale allo spazio, dalla farmaceutica all’audiovisivo e una costante crescita delle esportazioni. Un’economia sana, ma che ha tanto potenziale ancora da valorizzare”, ha spiegato Rocca. “Non ci possono, infatti, esserci crescita né investimenti senza puntare sulle infrastrutture, penso alla Orte-Civitavecchia, alla Cisterna- Valmontone e alla Roma-Latina, alla logistica, ai Porti e agli Aeroporti, una radicale semplificazione amministrativa e burocratica, il sostegno alle transizioni energetica e digitale e la crescita del lavoro di qualità, elemento fondamentale di inclusione sociale e benessere. Tutti temi al centro della nostra azione di governo e che Unindustria condivide e sostiene. Il testo, infatti, fa un’analisi degli ultimi vent’anni dell’economia laziale e propone diversi ‘attivatori’ per promuovere la crescita, divisi in quattro categorie (territorio, attrattività, risorse per lo sviluppo, competenze). Questi ‘attivatori’ sono perfettamente in linea con le nostre scelte di politica industriale, grazie all’importante lavoro della vicepresidente Roberta Angelilli. Bene questa sinergia che certamente porterà a risultati straordinari”.

“Il Piano promosso da Unindustria e la decisione della Regione Lazio di sposarne l’analisi e gli obiettivi con l’impegno di lavorare sugli attivatori sono una grande novità perché rappresentano una sana e trasparente condivisione di responsabilità verso lo sviluppo del territorio, della società e dell’economia tra i policy maker e le forze produttive private. Nel Lazio abbiamo tutte le potenzialità per guidare una nuova stagione di crescita, se sapremo ristabilire il giusto peso di manifattura e terziario avanzato nel bilancio complessivo dell’economia regionale”, ha sottolineato il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo. “Quello che proponiamo è una matrice di azioni trasversali che portate avanti insieme riteniamo possano attrarre nuovi investimenti e accelerare lo sviluppo. Con il Piano Industriale credo che possiamo restituire al Lazio, prima che in altri territori, una visione di crescita moderna e sostenibile e rivendicare con orgoglio di essere terra d’impresa”.

Da parte sua, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli ha fatto il punto sulla dotazione finanziaria: “Per il 2025 saranno stanziati oltre 550 milioni di euro di risorse europee del Fesr per sostenere il piano industriale, 274 milioni destinati alle sovvenzioni per le imprese e 149 per l’accesso al credito, oltre al finanziamento di credito agevolato della Banca europea degli investimenti di circa 120 milioni di euro. A tale importo si aggiungono circa 16 milioni di euro del bilancio regionale per sostenere gli investimenti delle imprese della filiera automotive. Entro il mese di marzo sarà inoltre presentata la legge sul consorzio industriale unico del Lazio, strumento deciso per l’attuazione delle politiche di sviluppo della Regione”.

E proprio in merito alla riforma del consorzio industriale, è intervenuta la capogruppo di Italia Viva al Consiglio regionale del Lazio Marietta Tidei. “E’ una legge attesa. E mi auguro che, così come preannunciato dal Presidente Rocca, arrivi quanto prima”, ha specificato. Il consorzio “è nato qualche anno fa, durante la legislatura precedente. Si tratta di un consorzio importante al quale, chiaramente, devono essere attribuite tutte le risorse necessarie e deve poter coinvolgere molti più territori anche rispetto a quelli per cui è nato”. In merito allo sviluppo del porto di Civitavecchia, Tidei ha ricordato le “necessarie infrastrutture a latere”. “Ci auguriamo quanto prima il completamento della Civitavecchia-Orte, anche se la gestione commissariale di Ilaria Coppa sta dando i suoi frutti perché il bypass di Monte Romano dovrebbe essere realizzato a breve. E poi i collegamenti ferroviari che possano favorire un porto, oggi importante sul piano crocieristico e per i passeggeri, ma che deve poter vedere uno sviluppo anche sul piano commerciale”, ha concluso.

Fonte: adnkronos.com

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