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Parigi 2024, Vento italiano: Maggetti è d’oro nei windsurf

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giovedì, Aprile 3, 2025

“Conosco un posto nel mio cuore, dove tira sempre il vento” cantava Lucio Dalla. Oggi siamo sempre più convinti che quel posto siano i Giochi Olimpici e che quel vento abbia un sapore di azzurro. La Vela è parte della storia sportiva italiana, (con Parigi siamo a 5 ori) dai tempi di Azzurra, Il Moro di Venezia o Luna Rossa, ma anche di Straulino, Soldini, Alessandra Sensini, Tita-Banti e oggi abbiamo dato seguito alla tradizione con Marta Maggetti. Nata a Cagliari il 10 gennaio 1996, la surfista italiana ha vinto l’oro tra i windsurf, realizzando quelsogno che insegue da tutta la vita. Proveniente da una famiglia di velisti (sopratutto il padre che ha passato tanti anni su una tavola) la Maggetti ha iniziato ad approcciare le onde ad otto anni divertendosi con lo skinboard, una sorta di surf da bagnasciuga che spopolava sulle spiagge tra i giovanissimi nei primi anni 2000. Una volta aggiunta una vela a quella tavola e presa la direzione del mare aperto è affiorato il talento della ragazza che ha fatto del windsurf la sua quotidianità. Nel 2021 è si qualificò per Tokyo, il sogno di prendere parte ad un’olimpiade era a quel punto realizzato, ma ormai non era più sufficiente e voleva una medaglia; invece nella baia di Enoshima arrivò un doloroso quarto posto tra gli RS:X. Il cambio di imbarcazione olimpica e la grande voglia di riscatto hanno riacceso le ambizioni della Maggetti che poi sono state soddisfatte a Parigi, o meglio a Marsiglia.

Marta Maggetti

Maggetti, il trionfo con l’IQFoil

Presentato nel 2008 l’IQFoil ha fatto il suo debutto come classe olimpica da Parigi 2024 sostituendo quell’RS:X con il quale Alessandra Sensini vinse la sua ultima medaglia olimpica. “La nuova tavola ha prestazioni paurose, vola sull’acqua già con 5 nodi” dichiarava il tecnico federale Adriano Stella quando nel 2021 venne testato dal team azzurro. Delle diverse prestazioni di questo nuovo modello di windsurf, più rettangolare e leggero, ce ne siamo accorti a vista d’occhio anche assistendo regate a Marsiglia: i regatanti hanno toccato i 30 nodi (per rendere l’idea, un motoscafo a velocità di crociera viaggia tra i 15 ed i 20) e il foil permette di sollevarsi e volare sull’acqua usando la stessa tecnologia applicata alle barche dell’America’s Cup. Simultaneamente al pensionamento dell’RS:X Marta Maggetti vinceva i mondiali nel 2022 a Brest e l’obiettivo Marsiglia – qui si sono svolte e si stanno svolgendo le regate delle Olimpiadi di Parigi 2024- sempre più vicino si è concretizzato in una medaglia d’oro che va a coronare la sua carriera di successi.

Marta Maggetti

“Laddove spira tagliente il vento e alto si leva il mare mi sento a mio agio” scriveva Friedrich Nietzsche, e in effetti guardando le abilità tra le onde della nostra campionessa olimpica possiamo confermare che anche lei si trova perfettamente a suo agio immersa nella natura. “Faccio la differenziata, ogni tanto raccolgo i rifiuti dalla spiaggia e dal mare con il gommone insieme al mio allenatore” afferma Marta, non con un esasperato ambientalismo, semplicemente con l’esternazione di quella simbiosi con la natura marina tipica di ogni velista che rispetta e cerca di prendersi cura del suo mare. A suo agio nella natura e perfettamente nel suo ambiente all’interno del campo di regata di Marsiglia. Le qualificazioni le permettono di accedere direttamente alle semifinali -saltando i quarti che hanno sancito l’eliminazione tra gli uomini del nostro Niccolo Renna- dove il secondo posto alle spalle di Kantor le ha garantito la finale a tre. Partita la medal race Marta si trova attardata e vede la distanza con le avversarie crescere costantemente, ma è in direzione della boa di bolina che le si riapre l’occasione per il colpo d’oro. L’israeliana Kantor e la britannica Wilson si marcano strette, quasi ignorando la nostra azzurra, e finiscono per prolungare il bordo andando a virare oltre la layline. “Non esiste un vento a favore di chi non sa dove andare” diceva Seneca, ma Marta invece sa benissimo che la strategia opposta sarebbe potuta essere quella vincente e così è stato. Lei sceglie il bordo più vicino alla costa, quello che sfrutta il vento termico garantendole il duplice sorpasso con annessa medaglia d’oro olimpica. Siamo a metà Olimpiade, considerando anche quella certa che arriverà domani (oggi, ndr) nel tennis con Errani-Paolini le medaglie sono 20, esattamente la metà di quelle di Tokyo, replicare il 2021 non è impossibile.

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